Alessandro Moreschini. Beata Solitudo

Rocca di Vignola
mostra personale | Art City Segnala
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Mostra personale a cura di Lucia Biolchini in collaborazione con Wunderkammer Associazione Culturale.

La quattrocentesca Rocca di Vignola, in provincia di Modena, continua ad essere "abitata" dall'arte contemporanea: il terzo appuntamento di "Ora più rada ora più densa. Architetture dell'immaginario"- la rassegna di arte contemporanea a cura di Lucia Biolchini realizzata dalla Fondazione di Vignola - prosegue con l'intervento “Beata Solitudo” di Alessandro Moreschini fino al 2 febbraio 2020.

“O beata solitudo, o sola beatitudo”, recita il verso che domina il chiostro del convento sull’isola di San Francesco del Deserto, come un invito a sottrarci alla mondanità. Per Alessandro Moreschini l’obiettivo è quello di ritrovare una condizione per orientarci nell’“inquinamento immaginifico” prodotto dall’Horror Pleni, termine coniato da Gillo Dorfles che “corrisponde all’eccesso di rumore sia visivo che auditivo che costituisce l’opposto di ogni capacità informativa e comunicativa.” La pittura di Moreschini è certosina e meditata, svolta nei lunghi tempi richiesti dalla meticolosità con cui viene eseguita su superfici inaspettate: con Ora et labora nella Sala delle Colombe l’artista trasforma l’equivoco di percezione in una volontà progettuale, “una leggera, garbata, subdola insinuazione di un contropotere, volto a riscattare quelle rudi sembianze” (Renato Barilli).

Chiavi inglesi che perdono la loro funzione per elevarsi a fine decorazione di un tappeto orientale, amplificando le decorazioni della stanza. Nella Sala degli Anelli fa da contrappeso l’assenza che si concretizza in un’opera immateriale ma definita e strutturata in un’operazione spaziotemporale che apre a nuove possibilità percettive. Il video che si compone sul pavimento non si configura certo come “opera” intoccabile, ma invita lo spettatore a farne parte. A sovraintendere la costruzione di questa architettura del tempo e il delicato passaggio tra reale e virtuale, le quattro figure di Meditate azioni sull’acqua, quattro Buddha a occhi chiusi che, come le stagioni, nutrono con l’acqua il fluire dell’atto creativo e la volontà di distruggere l’orrore dato dal pieno.

La rassegna che ha già ospitato le mostre di Marina Fulgeri e Sabrina Muzi, proseguirà con “Da Dentro” di Linda Rigotti e Giorgia Valmorri dal 7 marzo al 20 aprile 2020.


Orari di apertura:
fino al 2 febbraio 2020, martedì-domenica (chiuso lunedì) ore 9-13 e 15.30-18

Orari di apertura ART CITY Bologna:

venerdì 24, sabato 25 e domenica 26 gennaio ore 9-13 e 15.30-18


Ingresso gratuito