Bentornato Presidente

Arena Puccini
(Italia/2019) di Giancarlo Fontana e Giuseppe Stasi (96') | Accadde domani
(Italia/2019) di Giancarlo Fontana e Giuseppe Stasi (96') | Accadde domani
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Sono passati otto anni dalla sua elezione al Quirinale e Peppino Garibaldi vive il suo idillio sui monti con Janis e la piccola Guevara. Peppino non ha dubbi: preferisce la montagna alla campagna...elettorale. Janis invece è sempre più insofferente a questa vita troppo tranquilla e soprattutto non riconosce più in lui l'uomo appassionato che voleva cambiare l'Italia. Richiamata al Quirinale, nel momento in cui il Paese è alle prese con la formazione del nuovo governo e appare minacciato da oscuri intrighi, Janis lascia Peppino e torna a Roma con Guevara. Disperato, Peppino non ha scelta: tornare alla politica per riconquistare la donna che ama.

"Non era facile fare la caricatura di un governo già ampiamente dedito alla causa, ma Bentornato Presidente riesce nel prodigio, e tuttavia non se ne scrive per questa ragione. Se ne scrive perché il presidente del governo più anticasta della storia dell'umanità - il nostro Bisio-Garibaldi - si rende conto che l'unico modo per uscire dal disastro è che gli italiani paghino le tasse. Se le pagassero - dice in un discorso a metà strada fra la Pimpa e Churchill - avremmo una tale quantità di denaro per sistemare il Paese che quelli di Düsseldorf verrebbero qui per il gusto di sbalordire. Diciamola facile: si rende conto che la casta non sono soltanto i partiti di destra o di sinistra, i loro danarosi padrini, le élite del sapere e della finanza. La casta è soprattutto una, gli italiani. Se pagano le tasse l'Italia si salva, se continuano a non pagarle non si salva. Che faranno? Lo saprete all'ultimo fotogramma."

Mattia Feltri, "La Stampa"