Cléo dalle 5 alle 7

Piazza Maggiore e BarcArena
(Cléo de cinq à sept, Francia/1962) di Agnès Varda (85’) | Introduce Rosalie Varda, figlia della regista
(Cléo de cinq à sept, Francia/1962) di Agnès Varda (85’) | Introduce Rosalie Varda, figlia della regista
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Cinema al femminile – Omaggio ad Agnès Varda

Un classico di grande donna – e grande amica della Cineteca di Bologna – inaugura la sezione Cinema al femminile: Cléo dalle 5 alle 7, diretto nel 1962 da Agnès Varda. A introdurre la proiezione, martedì 7 luglio, la figlia di Agnès Varda, Rosalie, produttrice che con la sua Ciné-Tamaris ha seguito per decenni il lavoro della madre. Assieme a Cléo, vedremo anche un breve cortometraggio, Réponses de femmes, girato dalla Varda nel 1987 per l’emittente televisiva Antenne 2 (prenota in Piazza Maggiore o al BarcArena).

Un classico di grande donna – e grande amica della Cineteca di Bologna – inaugura la sezione Cinema al femminile del cartellone di Sotto le stelle del cinema: Cléo dalle 5 alle 7, diretto nel 1962 da Agnès Varda. A introdurre la proiezione, martedì 7 luglio, alle ore 21.30 in Piazza Maggiore e alla BarcArena, la figlia della regista, Rosalie Varda, produttrice che con la sua Ciné-Tamaris ha seguito per decenni il lavoro della madre. Assieme a Cléo, vedremo anche un breve cortometraggio, Réponses de femmes, girato dalla Varda nel 1987 per l’emittente televisiva Antenne 2.

Cléo dalle 5 alle 7 inizia alle 5 del pomeriggio del 21 giugno 1961: Cléo scoppia a piangere da una cartomante. Attende il risultato di un esame medico. Ha paura di avere un cancro. Cléo esce. Tutti la guardano. È una donna splendida, civettuola e capricciosa. Compra un cappello e rincasa in taxi. Per novanta minuti, in mezzo a orologi a pendolo che segnano il trascorrere del tempo, non la abbandoniamo per un istante. La sua governante, il suo amante e i suoi musicisti non capiscono la sua ansia. Ripete una canzone, il cui testo la turba. Esce nuovamente, sola. La paura l’ha svegliata. Inizia a osservare gli altri, i passanti, gli avventori dei caffè e un’amica premurosa. Va in un parco a guardare gli alberi e incontra un soldato a fine licenza. La complicità che nasce tra i due, in questo momento pericoloso delle loro vite, placa Cléo. Lui l’accompagna all’ospedale prima di ripartire per la guerra d’Algeria. Vivono un momento di grazia nel giorno più lungo dell’anno.

“Cléo rappresenta bene l’associazione insopportabile tra bellezza e morte”, ha detto Agnès Varda nel 2012, in occasione della presentazione del restauro al Festival di Cannes, per i 50 anni del film. “Ho avuto la fortuna che la magnifica Corinne Marchand, con la sua grazia e la sua sensibilità, potesse a quel punto essere Cléo. E che Antoine Bourseiller interpretasse con delicatezza un soldato alla Giraudoux. La guerra d’Algeria era reale e i giovani costretti a combatterla ne erano devastati. Volevo che questo soldato, insieme a Cléo, fosse al di fuori del tempo, al di fuori della paura, almeno nel momento molto breve del loro incontro. Prima di giungere a quel finale distensivo bisognava trascorrere novanta minuti con poche azioni, soprattutto sensazioni furtive e discontinue”.

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