Dieci letture nelle dieci sale storiche ​ dell'Archiginnasio

Sabadino degli Arienti, Novelle porrettane
Sabadino degli Arienti, Novelle porrettane
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In questo periodo di forzata reclusione i bibliotecari dell'Archiginnasio hanno pensato di accompagnarvi,  leggendo dieci novelle  nelle dieci sale storiche della Biblioteca di quello che viene definito il Decamerone Bolognese, ovvero la raccolta delle novelle che va sotto il titolo di Porrettane, composte da Sabadino degli Arienti alla fine del Quattrocento.

Si tratta di 61 novelle che si immaginano narrate da una compagnia nobilissima e graziosa di uomini e donne che si ritrova nell’estate del 1475 alle terme di Porretta, sull’Appennino bolognese, per curarsi con le acque termali, al seguito del Conte Andrea Bentivoglio.

Siamo nell’epoca della signoria dei Bentivoglio a Bologna e ne sentirete echi in queste novelle, che chiaramente si rifanno al modello del Decameron (di cui tanto si sente parlare in questi giorni), ma non solo, attingendo anche alla letteratura popolare e offrendoci scorci della Bologna dell’epoca.
Ma chi era Sabadino? Figlio di un barbitonsore (e qualche novella ce lo ricorda…), nato intorno al 1465, divenne notaio ed entrò poi al servizio del conte Andrea Bentivoglio, come suo segretario. Morì nel 1510.

La sua opera principale è appunto la raccolta di novelle Porrettane (anche se ad esempio la biblioteca dell'Archiginnasio custodisce anche un magnifico manoscritto miniato del De Hymeneo, descrizione che Sabadino fece delle nozze fra Annibale II Bentivoglio e Lucrezia d’Este).
Ciascuna novella è preceduta dalla sintesi dello stesso Sabadino e conclusa con la reazione ed il commento della brigata.