Don Giovanni di Mozart

Arena del Sole/Sala Leo de Berardinis
Secondo l'orchestra di Piazza Vittorio
Secondo l'orchestra di Piazza Vittorio
Don Giovanni di Mozart

Siamo abituati all’idea di un Don Giovanni burlone, che si finge spesso un altro. Il travestimento, la mascherata sono le tentazioni per lui irresistibili. Si direbbe – per dirla con le parole di Fedele d’Amico – che egli inganni le donne non tanto per il piacere di conquistarle, ma che si prodighi a conquistarle per il piacere di ingannarle. Amare le donne e diventare ogni volta un altro. Potrebbe essere una definizione del Teatro come luogo in cui esseri in carne e ossa si fingono altri. 
Il Don Giovanni dell’Orchestra di Piazza Vittorio parte però da presupposti diversi. L’idea è quella di sempre: rappresentare se stessi nei panni di altri, recitare il ruolo di se stessi con le parole e il carattere di personaggi di fantasia. L’opera buffa non è, in realtà, apertamente realistica, basata su personaggi della vita quotidiana? Il Don Giovanni lo è totalmente, con una novità assoluta: l’invenzione dell’intervento sovrannaturale che nella nostra rilettura prende la forma dell’inconscio.

Mario Tronco


Con Petra Magoni, Simona Boo, Hersi Matmuja, Mama Marjas, Evandro Dos Reis, Omar Lopez Valle, Houcine Ataapianoforte, Leandro Piccioni
contrabbasso Pino Pecorelli
batteria Ernesto Lopez Maturell
chitarre Emanuele Bultrini
tastiere Andrea Pesce
elaborazione musicale Mario Tronco, Leandro Piccioni, Pino Pecorelli
direzione artistica e regia Mario Tronco
regia Andrea Renzi