Giacomo Costa. NO-W-HERE

Biblioteca Salaborsa
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Mostra a cura di Valentina Antoniol e Niccolò Cuppini promossa da Fondazione Innovazione Urbana (FIU) in collaborazione con Biblioteca Salaborsa, Galleria Guidi&Schoen Arte Contemporanea. Con il patrocinio del Dipartimento di Storia Culture Civiltà dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna

Il tumultuoso processo di urbanizzazione planetaria colto attraverso un’esplorazione distopica e seducente: questi Panorami di Giacomo Costa. Le opere presentate risultano composte infatti da singole unità immobiliari che si autoreplicano per circa un milione di volte, secondo un complesso algoritmo di invenzione dello stesso artista. Veri e propri lavori di ricerca, marcati da una sorprendente ricchezza di dettagli minuti, di luci e di materiali, realizzati attraverso l’utilizzo di strumenti digitali; una fotografia improbabile e autentica al contempo, una verità dell’irreale a partire dal reale.

Costa documenta battaglie e tensioni, calate in un’attualità prossima, che forgiano e distruggono città rendendole raccapriccianti e affascinanti al contempo. Qui la creatività visionaria dell’opera. Ad essere esibiti, con lucida violenza, sono infatti l’asimmetria tra esplosione e implosione, tra un qui e ora (now here) e un futuro che, in un sol tempo, non ha limiti, ma neppure sbocchi (nowhere). L’impatto non può che essere stupefacente e inquietante: un’invasione non solo dello spettro visivo, ma anche di quello temporale. Si tratta infatti di uno spazio che si diluisce nel tempo, esplorato attraverso il cambiamento della luce, del cielo, dell’atmosfera. O meglio, sono le stesse immagini ad essere messe alla prova del giorno e della notte, del sole e della nebbia.

L’opera ci conduce quindi all’interno di una riflessione che interpella con urgenza il rapporto tra città infinita e architetture che autoimplodono. Sfida in maniera radicale il binarismo tra natura e cultura; mette in scena un landscape urbano, osservabile come una “natura antropica” che impone la ricerca di una nuova estetica del pianeta urbanizzato. L’essere umano è infatti il grande protagonista assente, ciò che sfuma tra i contorni di palazzi, blocchi di cemento, antenne, condizionatori. Un umano non più distinguibile dall’urbanizzazione che egli stesso ha creato e che lo ingloba senza quasi lasciarne traccia. Riemerge infatti, come spettro, solo laddove si osservano i fallimenti e le crepe del suo agire.

È dunque una nuova dicotomia quella che si impone attraverso i Panorami di Costa. Un invito a catturarne le poetiche emergenti, posizionandosi dentro un mondo sospeso tra catastrofi ambientali – passate, presenti, future – e una giungla urbana in continuo movimento; tragica eppure seducente, fragile e imponente, violenta e inebriante, illimitata e sul punto di scomparire.

Fino al 22 febbraio 2020 lunedì ore 14:30-20, martedì-venerdì ore 10-20, sabato ore 10-19, domenica ore 15-19


Orari di apertura ART CITY Bologna:

opening venerdì 24 gennaio ore 20

venerdì 24 gennaio ore 20-22:30, sabato 25 gennaio ore 10-23, domenica 26 gennaio ore 15-19 

Ingresso gratuito