L'Ufficiale e la Spia

Sala Cervi
(J'accuse, Francia-Italia/2019) di Roman Polanski (126')
(J'accuse, Francia-Italia/2019) di Roman Polanski (126')
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La storia di Alfred Dreyus (Louis Garrel) e della sua ingiusta condanna vista non dalla parte di chi ha subito l'ingiustizia ma di chi la scopre. E si accorge che non si tratta di un semplice 'errore giudiziario' ma di un complotto che coinvolge i massimi organi dello stato. Affidandosi al romanzo di Robert Harris, Polanski lascia il tema dell'antisemitismo sullo sfondo e si concentra sulla posizione di chi, come il colonnello Picard (Jean Dujardin, premio Oscar per The Artist), deve scegliere tra l'obbedienza all'esercito e la verità. "Polanski orgogliosamente fa un cinema d'altri tempi, magistrale, con un ritmo tesissimo e momenti quasi rétro (ci sono perfino l'Isola del Diavolo in bianco e nero, e i titoli dei giornali in sovrimpressione sulle scene clou). Il film è anche un apologo sulla forza e i rischi della scrittura: le lettere, le firme, le grafie, i giornali sono i luoghi in cui si gioca la partita. La novità è che il Male, da sempre ossessione del regista, qui è semplicemente idiozia: gli arcani del potere sono una farsa, l'ingiustizia è feroce ma anche ridicola. Come se l'affare Dreyfus, più che Zola, avesse deciso di raccontarlo Flaubert". (Emiliano Morreale)
"Il film parla dell'Affare Dreyfus, un soggetto che è rimasto nella mia testa per molti anni. In questo vasto scandalo, probabilmente il più grande della fine del 19° secolo, si intersecano errori giudiziari e antisemitismo. Per dodici anni, l'Affare Dreyfus divise la Francia, portando scompiglio anche nel resto del mondo. Ad oggi è uno dei simboli dell'ingiustizia politica e di cosa si possa arrivare a fare in nome dell'interesse nazionale"(Roman Polanski)

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