Fortezza

Teatri di Vita
(Italia\2019, 70’) regia di Emiliano Aiello e Ludovica Andò
(Italia\2019, 70’) regia di Emiliano Aiello e Ludovica Andò
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Interamente girato all’interno della Casa di Reclusione di Civitavecchia, con protagonisti e co- autori i detenuti stessi, “Fortezza” è la rilettura di uno dei più importanti romanzi del ’900: “Il deserto dei Tartari” di Dino Buzzati. L’idea di questa inedita ambientazione è notevole: le mura che isolano lo spazio, il tempo che scorre sempre uguale, lo stallo della condizione esistenziale rimbalzano dalle pagine del libro nel vissuto reale dei detenuti, ottimi attori. Dalle note di regia: “Aggirare il muro. Trasformare la limitazione in stimolo. Utilizzare il vincolo come spinta creativa. Questo il lavoro costante in carcere. Questa la scelta cinematografica. Girare un film in un luogo vincolato da restrizioni obbliga a ripensare il tempo e lo spazio della ripresa, il tempo e lo spazio dei dialoghi, il tempo e lo spazio del silenzio, il tempo e lo spazio del vuoto. Spesso proprio la difficoltà di adattamento a questa nuova percezione della realtà crea nei detenuti squilibri emotivi e identitari. La malattia del carcere. Il malessere. Quel morbo che rode ma che 14 lega, tanto da rendere poi inconcepibile la vita all’esterno. (...) Fortezza è un presidio militare, un carcere, un luogo dell’anima”.

ispirato al romanzo di Dino Buzzati
fotografia Stefano Tria con attori detenuti della Casa di reclusione di Civitavecchia 

Al termine incontro con i registi