OFBO - Orchestra Filarmonica di Bologna

Teatro Auditorium Manzoni
Gustavo Gimeno direttore , Sarah Chang violino
Gustavo Gimeno direttore , Sarah Chang violino
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Prosegue il ciclo di concerti dell’Orchestra Filarmonica di Bologna, inserito nella Stagione Manzoni Factory diretta dal M° Giorgio Zagnoni. La direzione è affidata a Gustavo Gimeno, originario di Valencia e Direttore Musicale dell'Orchestra Filarmonica del Lussemburgo dal 2015, ha collaborato con diverse orchestre: la Filarmonica di Monaco di Baviera, l'Orchestra Sinfonica di Birmingham, l'Orchestra Nazionale Francese, la Filarmonica di Zurigo, la Royal Concertgebouw Orchestra, la Boston Symphony Orchestra, la Chicago Symphony Orchestra, la National Symphony Orchestra di Washington, D.C., l'NHK Symphony Orchestra di Tokyo, l'Orchestra dell'Accademia di Santa Cecilia e la Sinfonica di Vienna.
Al violino troviamo invece Sarah Chang, riconosciuta come una delle più grandi violiniste al mondo;la debutta a soli 8 anni con la New York Philharmonic e, fino ad oggi, si esibisce regolarmente al fianco delle orchestre, dei direttori e dei pianisti più importanti. Tra le orchestre di spicco con cui la Chang ha collaborato, ricordiamo la New York Philharmonic Orchestra, la Los Angeles Philharmonic Orchestra, la Philadelphia Orchestra, la San Francisco Symphony, la Chicago Symphony, la Berliner Philharmoniker, la Wiener Philharmoniker, la London Symphony.
Tra gli innumerevoli premi e riconoscimenti ricevuti, nel 2004, in occasione dei Giochi Olimpici, Sarah Chang ha corso con la Torcia Olimpica a New York,
Nel 2006 è stata premiata come una delle 20 Top Women dalla rivista Newsweek Magazine e nel 2008 come giovane leader mondiale dal World Economic Forum (WEF). Inoltre, nel 2011 è stata nominata ambasciatrice dell'Arte da parte dell'ambasciata Statunitense.

La serata si apre con il Concerto in re minore per violino e orchestra, op.47 di Jean Sibelius, composto nel 1904.
La prima concezione di quest’opera risale al 1899 ma il completamento della partitura richiese diversi anni al compositore. Dedicato al violinista Willy Burmester, il Concerto ha una storia singolare. Giacché Burmester non era disponibile a tornare in Finlandia per la prima esecuzione del Concerto, Sibelius affidò la parte solistica al violinista Victor Novàcek che, tuttavia, non si dimostrò all’altezza; la sua scarsa esecuzione influenzò anche il giudizio complessivo sull’opera.
Dopo l’insuccesso del debutto, Sibelius rielaborò in maniera sostanziale la partitura, rendendo il Concerto generalmente più snello e la parte solistica meno complessa. 
La nuova versione fu eseguita per la prima volta a Berlino nel 1905, con Karel Halir come solista: nella sua nuova veste, il Concerto guadagnò sempre maggiore consenso, soprattutto da parte dei solisti. Alla fine, Burmester non suonò mai il Concerto a lui dedicato.
La particolarità di quest’opera risiede nel fatto che Sibelius era determinato a conciliare due fattori difficilmente compatibili: la tradizione del concerto romantico con il suo virtuosismo strumentale e il proprio stile personale, sobrio e di ispirazione popolare. Il risultato è un equilibrio sorprendente tra queste due tendenze: in un clima nordico in cui tutti gli elementi dell’orchestra sono fusi armoniosamente il violino emerge con slancio virtuosistico.

La seconda parte della serata, invece, è dedicata alla Sinfonia n.2 in re maggiore, op.73 di Johannes Brahms, composta ed eseguita per la prima volta nel 1877.
A differenza delle sue precedenti composizioni, che richiesero anni (se non decenni) di lavoro a causa di continui ripensamenti dell’autore, questa Sinfonia venne scritta tutta d’un fiato durante il suo soggiorno estivo a Pörtschach, in Carinzia.
Questa velocità di composizione era insolita per Brahms, colto da continue insicurezze e fin troppo autocritico; qui, invece, troviamo un autore soddisfatto e compiaciuto del suo lavoro. Il carattere dell’opera riflette la spontaneità e la rapidità della composizione: chiarezza, cantabilità e una sorta di gaia innocenza sono le qualità che riusciamo a percepire fin dall’ascolto delle prime note. A dispetto del suo spirito leggero, la Seconda Sinfonia è una composizione molto complessa e, cosa più importante, Brahms stesso non la considerava gioiosa bensì intrisa di malinconia e di tristezza. Quindi, dietro la sua veste apparentemente serena e allegra, la Sinfonia nasconde la personalità inquieta del suo autore, soprattutto nel primo movimento. 

PROGRAMMA

Jean Sibelius
Concerto in re minore per violino e orchestra, op.47
1. Allegro moderato 
2. Adagio di molto 
3. Allegro, ma non tanto 
Johannes Brahms
Sinfonia n.2 in Re maggiore, op.73
1. Un poco sostenuto. Allegro
2. Andante sostenuto 
3. Un poco Allegretto e Grazioso 
4. Finale. Adagio. Più Andante. Allegro non troppo, ma con brio