Le luci di Horn

Museo Ebraico di Bologna
storie di un astronomo di Bologna | mostra
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Guido Horn d’Arturo (Trieste 1879-Bologna 1967), ebreo triestino, fu direttore dell’Osservatorio universitario di Bologna per un trentennio, interrotto solo dall’epurazione razziale. A cinquanta anni dalla sua scomparsa, il Museo Ebraico di Bologna, la Sofos, l’Osservatorio Astronomico e il Dipartimento di Fisica e Astronomia dell’Università di Bologna dedicano una mostra e una serie di conferenze a questo scienziato geniale, astronomo visionario, pioniere della divulgazione scientifica, personaggio eclettico, patriota.

Horn nasce a Trieste nel 1879, da una famiglia ebrea: il nonno, Raffaele Sabato Melli, era il rabbino della città. La formazione culturale mitteleuropea, gli umori della Trieste di Svevo, austroungarica eppure profondamente italiana, contribuiscono a definire la personalità di Guido, un umanista del suo tempo, sempre pronto a sperimentare e aprirsi al nuovo. Al di fuori dell’astronomia, infatti, la vita di Guido Horn è tutt’altro che priva di interessi. Probabilmente per la sua natura di osservatore meticoloso e per via degli studi di storia dell’astronomia condotti sui testi antichi alla ricerca di fenomeni da indagare in un’ottica e con strumentazioni più moderne, è affascinato dalla storia, dalla letteratura, dall’arte, dal teatro, dalla filologia. Non solo uno scienziato, dunque, ma un intellettuale dai molteplici interessi, che merita di essere ricordato per la sua attività astronomica, ma anche per la sua opera di divulgazione e diffusione dei risultati scientifici ottenuti, tramite le Pubblicazioni dell’Osservatorio Astronomico Universitario e la fondazione della rivista Coelum, fondata nel 1931 e pubblicata fino al 1986 dall’Università di Bologna. Nonché per il rilancio e l’arricchimento della Biblioteca del Dipartimento di astronomia.

Orari: da domenica a giovedì h 10 >18; venerdì h 10 >16; sabato e festività ebraiche chiuso.