Stranger Than Paradise

Cinema Lumière
(USA-RFT/1984) di Jim Jarmusch (89')
(USA-RFT/1984) di Jim Jarmusch (89')
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Back in the Eighties, quando il bianco e nero divenne per qualche anno la più raffinata cifra dei più diversi autori (dall'evocativo Allen all'iconoclasta Fassbinder). E infatti Jarmusch, per il suo esordio, usa gli scarti di pellicola di Lo stato delle cose di Wenders, gesto politique e di filiazione. John Lurie dei Lounge Lizards viaggia senza meta precisa, in compagnia d'un amico e d'una cugina ungherese, tra la Florida e Cleveland. Tutto è stile, frammenti, dissolvenze al nero, quartetti d'archi, stanze vuote di motel, lampi d'assurdo sotto cieli plumbei: "poesia dell'evento insignificante" (il Mereghetti). S'affacciava al cinema un regista tra i più liberi dei decenni a venire. (pcris)

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