Un americano a Roma

Piazza Maggiore e BarcArena
(Ita/1954) di Steno (85’)
(Ita/1954) di Steno (85’)
agosto_07_venerdi_Un_americano_a_Roma.jpg

Prenota qui https://piazzamaggiore.cinetecabologna.18tickets.it


Roma postneorealista, Sordi postvitellone, e uno dei film più divertenti della nostra tradizione nazionale. Destrutturato o sgangherato, si dica come si vuole, allegramente godibile a tagli, a pezzi, a morsi, con la sua immortale battuta-civetta (‘maccaroni m’hai provocato e io te distruggo’), le sue fischiettate yankee, il suo spiccio ed esilarante riuso di classici del cinema americano (c’è chi si merita Michel Poiccard e chi Nando Moriconi), la sua allegra satira d’un moto dello spirito, l’imitazione americana, che sembrava uno strascico di dopoguerra e sarebbe diventato un costume culturale globale. “L’americano apparve nello sketch di Un giorno in pretura, quando fece il ragazzo che andava a fare il bagno alla marana e parlava americano. Tutto lo sketch lo aveva pensato Sordi. Era però stato Lucio Fulci, almeno per quanto ricordo io, a dargli questa specificità di romano che parlava una specie di americano, ispirandosi e portandogli ad esempio un capogruppo che si faceva chiamare Blacky Norton, il quale parlava appunto in quel modo e faceva ridere tutti. Questo lo dico, nonostante Sordi lo neghi. Invece successe proprio così” (Steno).
Paola Cristalli

Lo sketch di Un giorno in pretura i produttori non lo volevano. Dicevano che non andava, e se l’hanno preso è stato per tappare un vuoto. L’‘americano’ è un personaggio reale, è esistito, era un giovanotto che si credeva di imitare i divi americani, uno che avevo conosciuto. Poi lo sketch ha funzionato, ed è stato ripreso in un film tutto per lui, Un americano a Roma. Sono stati questi due film e I vitelloni a farmi diventare famoso anche tra il pubblico dei cinema. [...] Prima c’erano stati gli scatenamenti dei ragazzi che imitavano gli americani e che avevo proposto in Un americano a Roma. [...] Poi avevo abbordato i personaggi borghesi, andando al passo con il sistema di vita di quel momento: il boom, l’euforia, l’ostentazione, la moda... Io ho aperto la strada, poi gli altri si sono immersi in questo tipo di cinema. Però le proposte e le innovazioni sono sempre partite da me.
Alberto Sordi